Curiosità di informatica

Droni impazziti!

Torino, 13 luglio 2019, semifinali in corso della “Drone Race” ai Murazzi. Dagli spalti la gente osserva incuriosita il volo velocissimo dei droni attorno agli ostacoli…all’improvviso i piloti perdono il controllo dei droni, e nei maxischermi compare la scritta: “Il drone uccide, smetti subito”.

Fortunatamente non è successo nulla di grave. E in ogni caso i droni volavano all’interno di una gabbia metallica e quindi non si sarebbero mai potuti schiantare contro il pubblico.

Che dire del messaggio? Forse un riferimento ai droni bombardieri pilotati da remoto che seminano morte e distruzione? E’ troppo presto per dirlo. E la polizia postale è al lavoro per capire le dinamiche dell’attacco.

L’attacco è stato svolto da 2 exploit: uno lanciato contro i segnali radio tra droni e piloti, l’altro lanciato contro la rete informatica a supporto dell’organizzazione.

Ma cosa è un exploit?

Un exploit è semplicemente un piccolo programma in grado di sfruttare una falla di un sistema informatico. Ebbene sì, i sistemi informatici non sono perfetti, ma non per colpa degli informatici che li scrivono, ma perchè ogni giorno si scoprono sempre nuovi modi per aggirare un sistema: è un po’ come il detto “fatta la legge, trovi l’inganno”, o come una partita a scacchi in cui ti difendi e l’attimo dopo sei sotto attacco ma poi riesci a difenderti, e l’attimo dopo  ancora sei sottoattacco dall’altro lato…purtroppo esiste gente che con queste cose ci guadagna, ed è sempre un susseguirsi di scoperta di falle e scoperta della soluzione per proteggersi, scoperta di una nuova falla e scoperta di un’altra soluzione per proteggersi.
Quando un exploit viene scoperto, allora gli informatici cercano immediatamente di riparare la falla che consente all’exploit di agire e rilasciano aggiornamenti. L’exploit viene quindi reso innocuo, perchè la falla non esisterà più.

La falle nascono perchè i sistemi informatici si evolvono sempre verso il meglio fornendo ulteriori funzionalità. Ma con le falle nascono anche le soluzioni per proteggersi.

Non tutti infatti sanno che esistono organizzazioni private, statali o internazionali, libere (come per eesempio l’IETF) e/o finanziate da molti Stati il cui scopo è proprio quello di pubblicare bollettini in cui vengono scoperte vulnerabilità e protocolli sicuri.

L’evento di Torino lascia spazio a delle domande: le reti di comunicazione tra droni e piloti sono del tutto sicure? Non tutte, a quanto pare. Inoltre basta dare uno sguardo in rete per vedere quanti articoli descrivono come dirottare un drone…

Attuare una politica di protezione per tali reti non è affatto semplice: per esempio cifrare la comunicazione drone-pilota richiede risorse computazionali che non sempre i droni possiedono.

Una cosa è certa: negli ultimi anni si assiste a scenari in cui i droni sono molto uilizzati in presenza del pubblico, e non ci sarà da meravigliarsi se le case produttrici di droni iniziaranno (e molte lo hanno già fatto) a mettere sul mercato droni con risorse hardware/software in grado di proteggere la connessione drone-pilota.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *