Storia dell'informatica

Marconi sostenne di aver ricevuto segnali regolari da sorgenti sconosciute

Alcuni giorni fà trovai in questo link una serie di articoli di giornale risalenti al 1927, che nel loro stile di scrittura lasciano palesemente trapelare il grande impatto di quello che avvenne in quell’anno! Ma non mancano cenni a comunicazioni interplanetarie e ad extraterrestri, consapevolezze e ambizioni che erano avvertite all’epoca su tali tematiche, e un curioso riferimento a Marconi. Purtroppo gli articoli non sono firmati e non c’è il nome della testata giornalistica, ma dai contenuti (di cui vi scriverò qualche estratto) sembra che uno di essi sia estratto da una testata dal nome “Radiogiornale”.

La portata dell’evento

“Il radiotelefono pubblico Londra – New York ha incominciato a funzionare regolarmente nel pomeriggio del 7 gennaio, alle 13.45 in punto (ora inglese)”,

leggo in uno di questi articoli, mentre un altro riporta:

“diciamo miracolo perchè […] nemmeno un Verne redivivo di qualche anno fa se lo sarebbe solo immaginato”.

La portata del sistema radiofonico fu immensa, non ci sono dubbi e lo sappiamo tutti. Ma passiamo direttamente all’estratto più affascinante, quei tratti di questi articoli che ci fanno capire quale era la concezione di Marte, delle comunicazioni interplanetarie e di extraterrestri, al riferimento a Marconi e a quello che dichiarò di aver ricevuto.

“Londra – New York e poi…Marte”: ambizioni e sogni del 1927

Vi riporto un curioso estratto di quello che ho letto in uno di questi articoli dal titolo “Londra – New York e poi…Marte”:

“La radiofonia […] annulla lo spazio della terrestre […] e da essa forse spiccherà un giorno il volo verso le stelle. Già si è parlato recentemente nella stampa quotidiana di un radio messaggio inviato con imperturbabile gravità da un suddito britannico all’indirizzo del pianeta Marte. È dunque possibile radiocomunicare con Marte? Com’è noto la maggioranza degli astronomi e degli scienziati ammette che sul pianeta Marte esistono esseri viventi. Inoltre alcuni radiotecnici, tra i quali anche il nostro Marconi, sostengono di avere talvolta ricevuti misteriosi segnali di natura regolare aventi affinità coi segnali Morse. […] Possiamo anche supporre al riguardo che […] abbiano già tentato di comunicare con la Terra da secoli e che non avendo mai avuto risposta ritengano il nostro pianeta disabitato.
E a coloro che considerano tale ipotesi come il sogno di menti fantastiche si può rispondere col ‘Radiogiornale’ che gran parte del progresso umano è dovuto ad audacie della fantasia, come la storia sta a dimostrare. Certo, lo scambio di umane voci interplanetarie, oggi, non è che un sogno: ma i sogni di oggi sono, talvolta, la realtà di domani”.

Sappiamo oggi che su Marte non esistono queste avanzate forme di vita. Ma quali erano i segnali ricevuti da Marconi? Da dove provenivano? Forse segnali provenienti da remoti pianeti sconociuti? All’epoca, quando ancora non c’erano ponti radio, alcuni anni prima del 1927 quando Marconi faceva i suoi esperimenti, Marconi era l’unico a saper tramettere un segnale…domande curiose, a cui le ambizioni, i sogni e le proiezioni verso il futuro ci consentiranno di dare una risposta: sono questi gli elementi che ci hanno concesso di fare grandi scoperte, ed è bello sapere che anche nel 1927 ci si proiettava verso il domani!

Curiosità: privacy e sicurezza nel 1927

È curioso inoltre come alcuni aspetti relativi alla privacy e alla sicurezza fossero sentite anche all’epoca. Si legge in uno degli articoli che:

“gioverà provvedere subito a garantire il segreto telefonico”,

proprio a causa di intercettazioni sud-africane delle conversazioni, esattamente come avvenne molti anni dopo con internet per i protocolli di sicurezza e per garantire la privacy.

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