Curiosità di informatica

Emergenza email phishing 2019: come riconoscerla in 10 secondi

Da qualche anno coltivo l’hobby della pesca…non che io sia un esperto, ma quando vedi un pesce abboccare sono tutte soddisfazioni…sempre che io non faccia la parte del pesce!
Già, perchè oggi aprendo la posta elettonica ho avuto la curiosità di guardare qualcosa che, in effetti, non è vitale per la posta elettronica, anzi, tutt’altro…la casella dello spam!

Vediamo dunque cosa ho trovato di bello. A parte il casino delle pubblicità varie, sconti che per qualche strana ragione sono riservati solo a me (mi lusingano) e…eccola lì, arrivano anche a me! L’email proveniente da una banca il cui nome non ho mai pronunciato in tutta la mia vita, con il famoso link su cui cliccare! Secondo voi, mi metto a fare la parte del pesce? …quasi quasi per curiosità lo faccio, tanto so fino a che punto spingermi…

Ed eccolo, il sito pronto a chiedermi nome, cognome, email e chi più ne ha più ne metta…privo di certificati https…anzi direi piuttosto scarno nella grafica…è il phishing: un tentativo di “pescare” i miei dati personali!

E con i social, il phishing è diventato ancora più diffuso!

Internet è piena di articoli che spiegano cosa sia il phishing e come tenersene lontano. Nonostante ciò, il phishing non passa mai di moda: è di pochi giorni fa (Giugno 2019) la notizia che la polizia postale di Trieste individua e restituisce una somma rubata tramite phishing, e le statistiche dicono che purtroppo il fenomeno è in crescita: Avanan nel suo Global Phish Report del 2019 riporta che 1 ogni 25 email pubblicitarie è una email di phishing!

Ma è inutile diffondere allarmismi. Senza voler scrivere interi capitoli (non è questo il posto adatto), riconoscere una email di phishing è abbastanza semplice. Ritorniamo infatti alla nostra cara email da cui eravamo partiti…il mittente era sconosciuto, fortunatamente i provider di posta elettronica è riuscito a beccarla e l’ha messa in spam automaticamente…sono tutti chiari segni che devono far capire che si tratta di phishing. E infine, la mancanza di un certificato https su un sito che chiede i tuoi dati…per intenderci, leggendo il nome del sito dal browser vediamo che inizia con http://www….piuttosto che con https://www…. (nota la ‘s’ di http).

In sostanza, se mai dovesse venirvi la voglia di andare a pesca, non fate mai la parte del pesce 🙂

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